ATTENZIONE
Grazie allo stanziamento aggiuntivo di 40 milioni di euro
più alcuni residui, si è reso possibile un bando straordinario
per 10.400 giovani, il 35% alle regioni e il 65% alla quota nazionale.
Sulla quota nazionale sono stati recuperati anche diversi progetti di
Caritas Italiana fra i quali quelli della Caritas diocesana di Livorno.
Si è così attivata la disponibilità
di 12 del Servizio Civile Nazionale presso le strutture gestite dalla
Caritas diocesana di Livorno.
Il bando di selezione
è stato aperto il 24 agosto e si chiuderà il primo di Ottobre.
Per eventuali adesioni telefonare al numero di caritas 0586 884693 e chiedere
di Luca
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DALL’OBIEZIONE
DI COSCIENZA AL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE
Nel 1972 - sotto
la spinta delle azioni di protesta condotte dalle organizzazioni non violente,
del crescente interesse dei cittadini nei confronti dell'obiezione di
coscienza e del gran numero di giovani disposti ad affrontare il carcere
pur di non prestare un servizio armato - il governo approvò la
legge n. 772 "Norme in materia di obiezione di coscienza", che
sanciva il diritto all'obiezione per motivi morali, religiosi e filosofici
ed istituiva il servizio civile sostitutivo del servizio militare e, pertanto,
obbligatorio. La legge dedicava un solo articolo su 17, alle finalità
e all'organizzazione del servizio civile, istituito chiaramente per trovare
un impiego agli obiettori.
L'esperienza iniziale di poche decine di coraggiosi, diventa alla fine
degli anni '80 l'esperienza di migliaia di giovani anche grazie alla sentenza
della Corte Costituzionale (1989) che parifica la durata dei due servizi:
inizia l'esplosione numerica degli obiettori che raggiunge nel 1999 la
cifra di 108.000 domande.
Nello stesso tempo, in modo silenzioso ma sistematico, l'offerta di servizio
civile passa da poche decine di associazioni dei primi anni '80, agli
oltre 3.500 Comuni abilitati a impiegare obiettori, alle decine di Università,
alle oltre 200 Unità Sanitarie Locali, alle 2.000 associazioni
locali di Terzo Settore (fine degli anni '90).
L'8 luglio 1998, il Parlamento vara la legge n. 230 "Nuove norme
in materia di obiezione di coscienza": l'obiezione di coscienza viene
riconosciuta diritto del cittadino.
La norma, che abroga la legge 772 del 1972, all'art. 1 statuisce:
"I cittadini che, per obbedienza alla coscienza, nell'esercizio del
diritto alle libertà di pensiero, coscienza e religione (…omissis)
opponendosi all'uso delle armi, non accettano l'arruolamento nelle Forze
armate e nei Corpi armati dello Stato, possono adempiere gli obblighi
di leva prestando, in sostituzione del servizio militare, un servizio
civile, diverso per natura e autonomo dal servizio militare, ma come questo
rispondente al dovere costituzionale di difesa della Patria".
Contestualmente l'amministrazione di questo servizio viene sottratta al
Ministero della Difesa ed affidata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri,
ove viene costituito un apposito Ufficio Nazionale per il Servizio Civile
(UNSC)
Il 6 Marzo 2001 il Parlamento Italiano approva la legge n° 64, che
istituisce il Servizio Civile Nazionale; un Servizio volontario aperto
anche alle donne, concepito come opportunità unica messa a disposizione
dei giovani dai 18 ai 26 anni, che intendono effettuare un percorso di
formazione sociale, civica, culturale e professionale attraverso l'esperienza
umana di solidarietà sociale, attività di cooperazione nazionale
ed internazionale, di salvaguardia e tutela del patrimonio nazionale.
Una legge pensata per agire in due tempi:
- una prima fase nella quale convivono due servizi civili, uno "obbligatorio"
per gli obiettori di coscienza ed uno per i "volontari";
- una fase successiva destinata ai soli volontari di entrambi i sessi.
La prima fase iniziata il 20 Dicembre 2001, con l'impiego di circa 200
donne e 1 uomo, impegnati in progetti di Servizio Civile Nazionale "volontario"
presentati da 4 enti di Terzo Settore e 1 Comune. Questi progetti prevedevano
l'impiego di 396 persone.
In un crescendo inaspettato ed incontenibile nel 2002 il numero di progetti
attivati è salito a 1.488 con 7.865 volontari avviati in servizio.
Nel 2003 si è passati a 2.085 progetti con una partecipazione di
oltre 28.000 giovani.
Nel 2004 sono stati impegnati più di 33.000 volontari.
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IL
SERVIZIO CIVILE NAZIONALE E CARITAS ITALIANA
In occasione del Convegno ecclesiale del 1976 “Evangelizzazione
e Promozione Umana”, la Caritas ha ricevuto dalla Chiesa italiana
il compito di promuovere il servizio civile.
Fino ad oggi, grazie alla convenzione stipulata col ministero della Difesa
nel 1977, oltre 100.000 giovani hanno scelto la strada dell’obiezione
di coscienza nelle strutture delle Caritas. Questa esperienza, in linea
con lo stile Caritas, ha sempre favorito un processo di crescita della
coscienza civile e morale dei giovani; in particolare attraverso quattro
"pilastri": la formazione, la vita comunitaria, l’animazione
delle comunità e il servizio agli ultimi.
Forte di questa eredità, la Caritas ha proseguito con rinnovata
convinzione il proprio impegno sul nuovo versante del Servizio Civile
Nazionale, articolandola su più aree d’intervento: dalla
promozione delle relazioni, dei diritti umani e di cittadinanza al sostegno
delle persone in stato di disagio alla sfida dell’immigrazione.
I progetti di servizio civile, oltre a favorire dei processi di crescita
per i giovani, intercettano direttamente la sfera dell’utilità
sociale, in Italia come all’estero. Nell’ambito delle proposte
di servizio civile internazionale assume un valore profetico il Progetto”Caschi
Bianchi”: l’invio dei giovani in missioni umanitarie nei paesi
segnati dal dramma della guerra e delle catastrofi naturali. Si tratta
di una presenza che assume come riferimento culturale la difesa popolare
nonviolenta.
Nel settembre del 2002 i Vescovi italiani hanno rinnovato l’invito
alla Caritas affinché promuova dei progetti di servizio civile
che pongano al centro:
• la formazione;
• la scelta preferenziale per le situazioni di povertà e
di emarginazione;
• la diversificazione delle proposte secondo gli interessi e le
prospettive dei giovani;
• il rilancio dello stesso servizio civile come contributo al bene
comune;
• l’attenzione alle situazioni locali e quelle dei Paesi più
poveri o in guerra.
Fino ad oggi, Caritas Italiana, attraverso le Caritas diocesane, ha proposto
113 progetti di servizio civile: 105 in Italia e 8 all'estero.
La costante attenzione a questa realtà in continua crescita, ha
spinto verso la costituzione di un Tavolo Ecclesiale sul servizio civile,
come partner privilegiato dell’Ufficio Nazionale e come coordinamento
di tutti quegli organismi della Chiesa italiana che intendono promuovere
il servizio civile e proporlo a tutti, ed in modo particolare ai giovani,
come importante esperienza formativa, di servizio agli ultimi, di testimonianza
dei valori della pace, giustizia, cittadinanza attiva e solidarietà.
Oltre a Caritas Italiana, fanno parte di questo Tavolo: la Fondazione
Migrantes, l’Ufficio Nazionale per la Cooperazione Missionaria tra
le Chiese, l’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro,
l’Ufficio Nazionale per la Pastorale Giovanile e l’Azione
Cattolica.
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IL
SERVIZIO CIVILE NAZIONALE A LIVORNO
Dei 74 giovani che
svolgeranno il loro anno di Servizio Civile Nazionale in organismi ecclesiali
toscani, 10 di loro sono destinati a realizzare i progetti presentati
dalla Caritas Diocesana di Livorno.
Alle ore 11.00 del 3 ottobre, Aurora (classe 1985), David (classe 1985),
Davide (classe 1982), Denise (classe 1985), Giada (classe 1982), Maria
Chiara (classe 1985), Paola (classe 1979), Samantha (classe 1978), Silvia
(classe 1980)e Silvia (classe 1977) si sono presentati presso il Porto
di Fraternità per iniziare il loro anno di Servizio Civile.
Dopo aver affrontato le selezioni dell’Ufficio Nazionale e partecipato
agli incontri di formazione previ al servizio, a livello regionale e diocesano,
hanno iniziato a inserirsi nei progetti che la Caritas ha inteso realizzare
nei diversi ambiti di intervento: sei di loro svolgeranno il proprio servizio
affiancando gli animatori della Commissione Handicap, uno vivrà
l’esperienza quotidiana della Mensa G.B Quilici, due si affiancheranno
agli operatori del Centro di Ascolto diocesano mentre un’altro si
occuperà dell’animazione e accompagnamento dei bambini presenti
nella Casa di Accoglienza Don Angeli al Porto di Fraternità.
I giovani saranno impegnati per 25 ore settimanali; saranno riconosciuti
loro 20 giorni di ferie nel corso dell’anno e 15 giorni di malattia
dietro presentazione di un regolare certificato medico (questa fiscalità
del rapporto è dovuta soprattutto al fatto che lo Stato corrisponderà
direttamente ai giovani una cifra mensile di oltre 400 Euro).
Ciò che crea autentica novità e discontinuità fra
l’Obiezione di Coscienza e il Servizio Civile Nazionale, oltre all’obbligatorietà
e il corrispettivo economico, risiede nel fatto che quest’ultimo
deve essere considerato come una vera e propria esperienza “formativa”:
un cammino che, incontrando esperienze di prossimità e di servizio
alle varie forme di disagio umano e sociale, dovrebbe aiutare a spostare
il baricentro della propria esistenza da se stessi verso gli altri. Una
“scuola di vita” che avrebbe l’ambizione di lasciare
un segno tangibile nel cuore di questi giovani; una “traccia”,
una “memoria” che in ogni momento della loro esistenza potrebbe
essere recuperata per meglio orientare il cammino nella vita, nella famiglia
e nella società.
Per questi motivi, per tutta la durata della loro presenza e attività
all’interno delle strutture, i giovani saranno sempre accompagnati
da un “tutor” al quale potranno sempre riferirsi come aiuto
e/o come modello di esperienza. Per realizzare questo ambizioso progetto
“formativo”, è prevista la proposta ai giovani in servizio
di 5 ore di formazione ogni 20 di lavoro, da realizzarsi secondo i diversi
livelli: regionale, diocesano e di Equipe del servizio scelto.
E’ questa la grande sfida che la Caritas si è assunta anche
nel contesto del Servizio Civile Nazionale e in piena sintonia con il
proprio mandato: promuovere la cultura della carità anche nella
realtà giovanile, attraverso la “pedagogia del fatti”,
per «amare sempre di piu – come ricordava don Mazzolari -
chi ha bisogno di essere amato di più, e non lasciare fuori questi
o quelli dal nostro amore».
Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a preparare questo nuovo percorso
e che si faranno compagni di strada di questi giovani e un fraterno augurio
a coloro che hanno voluto intraprendere questa esperienza.
Lo Spirito Santo non smette mai di suscitare uomini e donne capaci di
accogliere il lieto annuncio del Vangelo e di tradurlo profeticamente
in sfide sempre nuove e percorsi sempre più consoni ai tempi e
ai bisogni del nostro tempo. Noi siamo convinti che anche il Servizio
Civile Nazionale possa essere una di quelle “occasioni” che
lo Spirito offre alla Chiesa per realizzare sempre meglio il suo mandato
nel mondo degli uomini.
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